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La riqualificazione urbana può anche essere low cost

Effimero: che ha breve durata, momentaneo, passeggero.

Negli ultimi anni, in particolar modo nei contesti urbani delle città occidentali, assistiamo ad un nuovo approccio progettuale nei confronti dello spazio pubblico: un approccio transitorio, definito nel tempo, ma che ha la forza di rappresentare, condensare e a volte enfatizzare le dinamiche delle relazioni sociali fra gli abitanti.

L’esigenza di intervenire su spazi troppe volte degradati o abbandonati sta portando a liberare energie creative che spesso non trovano sbocco nei canali tradizionali del rapporto “committente pubblico-progettista”.

Queste spinte progettuali sono esasperate dal momento di forte crisi economica che stiamo vivendo: spesso le municipalità non sono in grado di far fronte al deterioramento di alcuni ambiti urbani, ed è qui che prende posto la creatività, attraverso operazioni che, seppur transitorie, realizzate a basso costo e spazialmente limitate, riescono nell’intento di restituire ai cittadini luoghi compromessi.

Credo fermamente che questa possa essere una delle possibili strade da percorre per ridare alle nostre città una qualità ambientale al giorno d’oggi così difficile da trovare.

Se proviamo a ragionare a livello locale, la città di Alessandria da anni non riesce a dare significato ai suoi spazi pubblici, in particolar modo alle sue piazze, private del loro senso storico di addensatori di socialità e spesso destinate a parcheggio per le automobili.

L’esempio potrebbe essere quello di Piazza Santa Maria di Castello: per troppo tempo abbiamo lasciato che il fulcro del quartiere più antico della città fosse una non-piazza, con un rudere abbandonato proprio di fronte alla chiesa.

In attesa di una riqualificazione strutturale e duratura nel tempo, e in attesa delle risorse economiche per un progetto integrale, si potrebbe intervenire progettando spazi effimeri, elementi di arredo urbano temporanei che possano restituire quel luogo ai cittadini. Operazioni a basso costo, con una durata nel tempo ben definita, ma che possono realmente innescare meccanismi di riappropriazione da parte degli abitanti. Come Piazza Santa Maria di Castello sono tanti i luoghi della nostra città che meritano una riqualificazione: pensiamo al complesso di San Francesco e in particolar modo ai giardini Pittaluga. Le risorse economiche da investire per recuperare quegli spazi sono ingenti, ma attraverso micro interventi di “rammendo” architettonico o prevedendo piccole strutture che ospitino attività varie (Orti urbani? Caffetterie? Cinema all’aperto?), si può ridar vita a quei luoghi anche solo per pochi giorni l’anno.

Gli esempi di riqualificazione dello spazio pubblico attraverso soluzioni temporanee sono ormai diffusi in ogni parte del mondo, e fanno capire come effettivamente si possa intervenire anche con soluzioni a basso costo.

Il gruppo Assemble Studio, con il progetto Cineroleum, nel 2010  ha allestito un cinema con materiali di recupero in un ex distributore di benzina ormai in disuso nella zona di Clerkenwell, a Londra (http://www.archdaily.com/533710/from-the-archive-from-derelict-structure-to-urban-cinema/); sempre a Londra hanno realizzato un altro cinema temporaneo sotto un cavalcavia autostradale (http://www.dezeen.com/2011/07/05/folly-for-a-flyover-by-assemble/).

Come gli Assemble Studio, NL Architects, collettivo di architetti olandesi, amano intervenire negli spazi interstiziali della città.

Per Koog an de Zaan, cittadina olandese tagliata in due da un’autostrada, hanno realizzato skate park, giardini temporanei e spazi dedicati allo sport al di sotto dei pilastri del cavalcavia, in modo che funzionassero da cerniera tra le zone separate dal viadotto. (http://www.architonic.com/it/aisht/a8erna-nl-architects/5100103)

Con il progetto Estonoesunsolar, la municipalità di Saragozza, insieme agli architetti Gravaolos – Di Monte, ha predisposto una serie di interventi su alcuni lotti inutilizzati dati in concessione temporanea gratuita dai proprietari.

Attraverso una progettazione partecipata che ha coinvolto la cittadinanza, e con un budget limitato, sono stati realizzati giardini, orti urbani, spazi attrezzati con giochi per bambini e luoghi di ritrovo per anziani, il tutto con materiali riciclati.

(http://divisare.com/projects/106000-Ignacio-Gravalos-Lacambra-Patrizia-Di-Monte-gravalosdimonte-arquitectos-estonoesunsolar)

Il gruppo berlinese Plastique Fantastique interviene nei contesti urbani attraverso l’inserimento di volumi gonfiabili che ospitano, al loro interno, le situazioni più svariate

(http://www.archdaily.com/71858/plastique-fantastique-installations/).

Il collettivo spagnolo Basurama (basura in spagnolo significa spazzatura) è specializzato nel realizzare azioni performative trasformando oggetti di recupero prelevati dalle discariche e intervenendo sullo spazio pubblico stimolando l’interazione tra i cittadini

(http://divisare.com/projects/193825?utm_campaign=ec_newsletter&utm_content=project_193825&utm_medium=email&utm_source=newsletter_526).

Anche in Italia esempi di interventi temporanei sul tessuto urbano non mancano.

Pionieri in questo senso sono i ragazzi di Esterni (http://www.esterni.org/ita/home/), che da diverso tempo operano nell’ambito milanese soprattutto durante la Settimana del Mobile: il Fuori Salone è un evento che, ogni anno, trasforma alcune zone della città di Milano in enormi salotti a cielo aperto.

Il gruppo di architetti berlinesi Raumlabor ha organizzato, nel 2011, un workshop di autocostruzione per il progetto Nuovi committenti a Barca, un quartiere della periferia nord di Torino, insieme all’associazione culturale a.titolo. Gli abitanti del quartiere, sotto la supervisione dei progettisti, hanno realizzato elementi di arredo urbano con materiali di recupero e hanno ridato vita ad alcuni spazi comunali inutilizzati destinandoli a centro di aggregazione giovanile. (http://www.domusweb.it/it/notizie/2012/10/09/nuovi-committenti-a-barca.html)

Come sostiene l’architetto Andrea Migliarese, “a volte bastano piccoli gesti per spostare radicalmente il significato di uno spazio, caricandolo di senso, coerenza e qualità ambientale”.

Tutti gli interventi sopra elencati presentano un comune denominatore: esprimono le potenzialità di luoghi spesso dimenticati tentando di ridare loro una nuova identità, anche solo in parte, anche solo per un breve periodo.

In un periodo di crisi economica riuscire a raggiungere questi obiettivi nella riqualificazione dello spazio pubblico non è cosa da poco.